Negli ultimi anni, tra le misure di sostegno legate all’edilizia e alla riqualificazione immobiliare, si è fatta strada una possibilità particolarmente interessante: il contributo a fondo perduto fino al 40% destinato ai cittadini che vivono in comuni di piccole dimensioni e con determinati requisiti di reddito.
Si tratta di un’agevolazione pensata per incentivare il recupero del patrimonio immobiliare nei territori meno popolati e sostenere le famiglie con redditi medio-bassi.
Cos’è il contributo a fondo perduto del 40%
Il contributo a fondo perduto è un’agevolazione economica che non deve essere restituita. In questo caso specifico, copre fino al 40% delle spese sostenute per determinati interventi edilizi.
Questa misura si è inserita, negli ultimi anni, nel contesto degli incentivi collegati al Superbonus e ad altre politiche di riqualificazione, ma con un focus più mirato:
• sostegno ai piccoli comuni
• aiuto concreto alle famiglie con ISEE contenuto
A chi è rivolto
Il contributo è destinato a chi soddisfa due principali requisiti:
- Residenza in piccoli comuni
L’agevolazione riguarda immobili situati in comuni sotto una certa soglia di abitanti (generalmente sotto i 5.000 abitanti, ma il limite può variare in base ai bandi specifici).
L’obiettivo è contrastare lo spopolamento e incentivare il recupero edilizio nelle aree meno densamente abitate.
- Requisito ISEE
Per accedere al contributo è necessario avere un ISEE entro una soglia stabilita, spesso intorno ai 15.000 euro.
Questo vincolo rende la misura particolarmente orientata alle famiglie con maggiore bisogno di supporto economico.
Quali spese copre
Il contributo può essere utilizzato per interventi legati alla riqualificazione dell’immobile, tra cui:
• lavori di efficientamento energetico
• interventi antisismici
• ristrutturazioni edilizie
• miglioramento delle prestazioni energetiche
Spesso è collegato a interventi già incentivati (come il Superbonus), andando a coprire quella parte di spesa che altrimenti resterebbe a carico del contribuente.
Come funziona
Il meccanismo è semplice:
1. Si sostengono le spese per i lavori
2. Si presenta domanda per il contributo
3. Si ottiene un rimborso fino al 40% delle spese ammissibili
In alcuni casi, il contributo può essere riconosciuto anche in anticipo o sotto forma di credito.
Vantaggi
I principali benefici della misura sono:
• Riduzione significativa dei costi per i lavori
• Accesso facilitato agli interventi edilizi per famiglie con redditi più bassi
• Incentivo concreto alla riqualificazione dei piccoli centri
• Possibilità di integrare altri bonus edilizi
Criticità e limiti
Non mancano però alcuni aspetti da considerare:
• Fondi limitati e spesso soggetti a esaurimento
• Procedure burocratiche da rispettare
• Tempistiche non sempre rapide
• Necessità di rispettare rigorosamente i requisiti
Perché è un’opportunità importante
Il contributo a fondo perduto del 40% rappresenta una leva fondamentale per:
• rilanciare i piccoli comuni
• migliorare la qualità del patrimonio edilizio
• sostenere le famiglie in difficoltà
In un contesto in cui molti incentivi edilizi sono stati ridimensionati, questa misura resta una delle più concrete per chi vuole ristrutturare casa senza sostenere costi eccessivi.
Riferimenti normativi
La misura trova il suo fondamento nei seguenti atti normativi e amministrativi:
PNRR – Missione M2C2, Investimento 1.2: stanzia oltre 2,2 miliardi di euro per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nei piccoli comuni, con contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili.
Decreto MASE 24 gennaio 2024 (c.d. Decreto CACER): ha avviato l’iter per l’accesso ai contributi PNRR destinati alle CER, definendo criteri, modalità e soggetti beneficiari.
Decreto MASE n. 127 del 16 maggio 2025 (in vigore dal 26 giugno 2025): ha esteso il contributo del 40% a fondo perduto ai comuni fino a 50.000 abitanti, superando il limite originario di 5.000 abitanti, con un tetto massimo di spesa ammissibile di 420.000 euro per impianti da fonti rinnovabili con potenza inferiore a 1 MW.
Art. 119, commi 8-bis.1 e 13, D.L. 34/2020 (Decreto Rilancio), convertito con L. 77/2020: disciplina il reddito di riferimento (ISEE ≤ 15.000 euro) per il contributo a fondo perduto nell’ambito del Superbonus, nonché i requisiti di avanzamento lavori (SAL ≥ 60% entro il 31/12/2023).
Provvedimento Agenzia delle Entrate n. 431551 del 29 novembre 2024: ha confermato l’erogazione integrale del contributo a fondo perduto Superbonus, in quanto le richieste pervenute sono risultate inferiori alle risorse disponibili (16.441.000 euro stanziati).
