FAQ: Buonasera, sto eseguendo lavori di ristrutturazione del terrazzo e del cortile della mia abitazione principale.

BySimone Giovanna

22 Aprile 2026

Ho diritto alla detrazione del 50%? Come deve essere effettuato il pagamento alla ditta esecutrice — con bonifico parlante, come per il Superbonus 110%?Per quanto riguarda il 110%, mi trovo nell’ultimo anno di recupero delle rate relative ai lavori eseguiti nel 2023. A seguito del D.L. 39/2024 (Giorgetti), sto recuperando le detrazioni in 10 rate annuali anziché nelle 4 originariamente previste, mentre le quote rimanenti sono andate perse.

RISPOSTA: In linea di principio sì: se il terrazzo e il cortile sono pertinenze della sua abitazione principale, gli interventi di rifacimento possono rientrare nel Bonus Ristrutturazioni con detrazione fino al 50% (nei limiti di legge), pagati con bonifico parlante specifico per ristrutturazioni, diverso da quello usato per il 110 ma con logica analoga.
Le quote di Superbonus 110 che non riesce a utilizzare in dichiarazione, allo stato attuale, risultano purtroppo definitivamente perse, perché il DL 39/2024 ha eliminato la possibilità di cedere le rate residue non fruite.
Oggi il rifacimento di balconi, terrazze, cortili pertinenziali rientra normalmente nel Bonus Ristrutturazioni di cui all’art. 16‑bis del TUIR (DPR 917/1986), non esistendo più un “bonus balconi” autonomo.
Per il 2026 per l’abitazione principale, la detrazione può arrivare al 50% delle spese sostenute, entro il limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (comprensivo di tutte le spese di ristrutturazione su quella casa).
Sono in genere agevolabili, se correttamente inquadrati come manutenzione straordinaria / restauro / risanamento conservativo, ad esempio:

  • rifacimento impermeabilizzazione e pavimentazione del terrazzo;
  • rifacimento massetti, sottostanti strati di pendenza, parapetti e ringhiere;
  • sistemazione del cortile pertinenziale con opere edilizie (pavimentazioni, murature, cordoli, drenaggi, ecc.).

Attenzione: il semplice “abbellimento del giardino” senza opere edilizie strutturate non è più coperto da un “bonus verde” specifico per il 2026; eventuali sistemazioni a verde possono rientrare solo se strettamente collegate a un intervento edilizio agevolato, ed è bene distinguerle in fattura.
Quindi se il terrazzo e il cortile sono pertinenze della sua abitazione principale e i lavori sono qualificabili come interventi edilizi agevolabili (non mera manutenzione ordinaria su area indipendente), ha titolo a richiedere la detrazione per ristrutturazioni, con aliquota fino al 50% entro il tetto di 96.000 euro e con ripartizione in 10 rate annuali.

Per il Bonus Ristrutturazioni è obbligatorio il bonifico parlante “per ristrutturazioni edilizie”, messo a disposizione da banca o Poste, non un bonifico ordinario.
Non è il “modello 110%” (che richiamava l’art. 119 DL 34/2020), ma un bonifico intestato al bonus casa / ristrutturazioni art. 16‑bis TUIR.
Gli elementi essenziali sono:

  • Causale con riferimento alla norma, ad es.:
    “Bonifico per lavori di ristrutturazione edilizia ai sensi dell’art. 16‑bis DPR 917/1986, fattura n. … del …”;
  • Codice fiscale di chi fruisce della detrazione (lei, o lei + eventuale comproprietario);
  • Partita IVA / codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori;
  • utilizzo dell’apposita tipologia di bonifico predisposta dall’istituto (spesso denominata “bonifico per ristrutturazioni / bonus casa”).

Pagare con bonifico ordinario o altri mezzi (contanti, carta, ecc.) può comportare la perdita del diritto alla detrazione, salvo rarissime possibilità di correzione tramite la banca, che comunque è prudente non dover invocare.
Le fatture dovranno riportare una descrizione tecnica chiara dell’intervento (es. “opere di manutenzione straordinaria di rifacimento impermeabilizzazione e pavimentazione del terrazzo pertinenziale dell’abitazione principale sita in …, titolo edilizio n. …”) per collegare senza ambiguità spesa, tipologia di intervento e immobile agevolato.

Il fatto di essere “al recupero del 110 ultimo anno”
L’aver eseguito lavori in Superbonus nel 2023 non le impedisce di utilizzare oggi il Bonus Ristrutturazioni 50% per altri interventi sullo stesso immobile, purché:

  • non si tratti delle stesse spese già agevolate con il 110;
  • rispetti il nuovo massimale complessivo di 96.000 euro per l’unità (sommando, eventualmente, altri lavori di ristrutturazione su quella casa nello stesso periodo agevolato).
    Quindi può tranquillamente aprire una “nuova partita” di bonus ristrutturazione per il terrazzo/cortile, distinta dalla pratica Superbonus per cappotto, impianto, ecc.

Il DL 39/2024 (cd. Decreto Giorgetti), convertito nella legge 67/2024, ha introdotto modifiche molto penalizzanti per chi, come lei, sta cercando di chiudere il ciclo Superbonus:

  • per le spese di Superbonus, sismabonus e barriere architettoniche sostenute dal 2024 la detrazione va obbligatoriamente “spalmata” in 10 anni, con l’obiettivo dichiarato di ridurre l’impatto annuo sui conti pubblici;
  • con la conversione è stata eliminata la possibilità di cedere le rate residue non fruite in dichiarazione, per tutti i bonus edilizi (Superbonus e bonus “minori”), a decorrere dal 29 maggio 2024.
    Questo significa che:
  • per le spese del 2023 lei continua a detrarre con la ripartizione originaria (ad esempio in 4 rate, se previste così in base all’anno e al tipo di intervento);
  • le quote di detrazione che non trova capienza IRPEF per assorbire in quell’anno restano definitivamente inutilizzate, perché non può più cederle a banche o terzi come “rate residue”.
    Da qui la sua percezione corretta di “averne perse” una parte: è un effetto diretto della nuova normativa, non di un errore formale nella fruizione. Al momento non esistono strumenti normativi per recuperare quelle quote, al di là di auspicabili interventi futuri che anche come Associazione stiamo sollecitando.
    Per tutelarsi al meglio, le suggerirei di:
  • far predisporre dal tecnico (se già coinvolto) una nota sintetica che qualifichi l’intervento su terrazzo e cortile come rientrante nel perimetro del Bonus Ristrutturazioni (manutenzione straordinaria / risanamento), con richiamo a art. 16‑bis TUIR;
  • verificare con l’ufficio tecnico comunale se è necessario un titolo (CILA, SCIA, ecc.) o se si tratta di edilizia libera, in modo da avere documentazione coerente;
  • conservare ordinatamente titolo edilizio, fatture, ricevute dei bonifici parlanti, eventuali relazioni tecniche e documentazione fotografica ante/post, in vista di possibili controlli;
  • confrontarsi con il proprio CAF / commercialista per coordinare nel modello 730 la prosecuzione delle rate di Superbonus in essere e l’avvio del nuovo bonus ristrutturazioni, verificando la capienza IRPEF complessiva.